L’alcova (1985)

Synopsis : « Un aristocrate italien ramène de la guerre d’Abyssinie une belle esclave, Zerbal. En fait d’esclave, Zerbal se révèle être une manipulatrice très douée quand il s’agit d’utiliser ses charmes. Elle finit même par séduire la femme de son maître, ce qui sème le trouble dans la demeure familiale. » (Résumé VHS MPM Production)

Titre original : L’alcova – Pays : Italie – Année : 1985 – Réalisation : Joe D’Amato – Histoire et scénario :  Ugo Moretti – Maison de production : Filmirage, Golden Hawk – Photographie : Joe D’Amato – Montage : Frank Martin (?) – Musique : Manuel De Sica – Durée : 90 min. – Genre : Drame érotique…

Distribution : Lilli Carati (Alessandra De Silvestris), Annie Belle (Virma), Al Cliver (Elio De Silvestris), Robert Caruso (Furio De Silvestris), Laura Gemser (Zerbal), Nello Pazzafini (Le jardinier)…

Dates d’exploitation : Italie (21 Janvier 1985), France (01 Janvier 1986), Allemagne (06 Août 1987), Portugal : (Vidéo) (1992)…

Titres alternatifs : Allemagne : Sklavin für einen Sommer – Brésil : Alcova – Finlande : (vidéo) Kuumat yöt – France : L’alcôve, La retape – U.K : (vidéo) Lust – Russie : (traduction) Альков – USA : (DVD) The Alcove

Ils en parlent :

[Esp.] « El autor de la serie «Emmanuelle Negra», Joe D’Amato, nosofrece, siempre contando con suactriz-fetiche, Laura Gemser, en-tre sus protagonistas femeninas,un nuevo subproducto pretendi-damente erótico en el que ni si-quiera queda el recurso de sola-zarse con los exóticos paisajesque, aparte los generosamente exhibidos encantos de la susodi-cha, constituían el supuesto ali-ciente de aquélla. » (ABC – España)

[It.] « UNA SCHIAVA IN DONO PER UNA MOGLIE GAY : Dopo il naufragio nell’ anonimato di immagini porno, il cinema a luci rosse ha trovato un nuovo vessillo nel successo de « La chiave » di Tinto Brass. La dicitura « film per adulti » in cinema ghettizzati non tira più. Ci vuole un abbozzo di storia, qualche nome noto e una sala frequentata da tutti. Joe D’ Amato, autore di intrattenimenti soft-core (« Emanuelle e Franoise », « Emanuelle nera – Oriente Reportage ») tenta la replica con L’ Alcova. Sostituisce la scenografia fascista con una guerra d’ Abissinia appena citata, lo scrittore Junichiro Tanizaki con Ugo Moretti, e Stefania Sandrelli con Lilli Carati, ex eroina di passatempi erotico-liceali e protagonista de « Il corpo della ragassa ». Le mette accanto due attrici di porno-film anni Settanta, Laura Gemser e Annie Belle, e confina tutti in una villa per illustrare perversioni quotidiane con un gusto che rasenta quello del macellaio che espone i suoi articoli migliori. Protagonista maschile, Al Cliver, nei panni di un combattente d’ Abissinia che porta in regalo dal fronte una schiava alla moglie lesbica alla quale aveva già trovato una segretaria compiacente. Sgarbi e gelosie caratterizzano i rapporti delle tre donne che si prendono e si lasciano senza sospettare che l’ uomo ha un piano: adoperarle come attrici per pornofilm da vendere a gerarchi e industriali. Scrittore e regista mostrano con insistenza capezzoli e pubi femminili in una serie di amplessi lesbici a metà strada tra la lezione d’ anatomia e il postribolo. Se la ripetitività dei gesti appare troppo noiosa, si può apprezzare il linguaggio greve e disinvoltamente razzista dei personaggi. Verrebbe da dire che hanno assassinato l’ erotismo, ma non è vero: questi vengono da un altro pianeta. Le musiche sono di Manuel De Sica. al cinema Quirinale di Roma. » (La Repubblica – 12 marzo 1985)

[It.] « Tetro varietà ginecologico con il pretesto di un’esplorazione tra i morbosi segreti sessuali della perversa borghesia d’epoca fascista. Sfacciatamente ‘L’alcova’ si pone sulla via commercialmente fortunata, tracciata da Tinto Brass con ‘La chiave’. Il regista che si firma Joe D’Amato è l’italiano Aristide Massaccesi, ex operatore di fotografia che con il nome d’arte negli ultimi anni ha conseguito rinomanza nelle sale a luci rosse, realizzando genuini hard-core come ‘Orgasmo nero’ e ‘Sesso acerbo’. (…) La scadente rappresentazione erotica è priva d’ogni gioia, avviene in funzione dello sguardo di maschi repressi, più che sulla vaga morale antica fa ovviamente affidamento sulle frustrazioni del pubblico a cui è destinata. La sceneggiatura è di Ugo Moretti. » (Salvo Vitrano, ‘Il Mattino’, 15 febbraio 1985)

[It.] « Il guaio dei cinema porno è che nel suo insieme è interessantissimo – si potrebbero riempire pagine intere di aneddoti, statistiche e divagazioni – mentre i singoli i film sono perlopiù insignificanti. ‘L’alcova’ appartiene al filone ‘amori saffici’ in chiave rétro. Protagonisti: un ufficiale fascista di ritorno dall’Abissinia; una bella principessa nera, trofeo di guerra; la seconda moglie del fascista, che ha velleità di scrittore; la sua segretaria particolare, già amante della moglie. Cornice: una villa nel Grossetano. Unica trovata: fare dell’ufficiale un aspirante regista porno che per documentarsi proietta alle sue ospiti dei vecchi filmini, col risultato di praticare una rapida ma ingegnosa iniezione di hard in questo noiosissimo soft-core scritto e girato in due settimane al massimo. » (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 11 marzo 1985)

[It.] « Quello della pornografia è un viaggio senza ritorno. Lo conferma la parabola cinematografica di Aristide Massaccesi, alias Joe D’Amato, dapprima direttore di fotografia, poi regista a luci rosse, ora alla ricerca di un’affermazione nei normali circuiti con ‘L’alcova’. Il film, scritto da Ugo Moretti, oltre alle protagoniste scopre anche le carte: è il tentativo di proporre un erotismo di tipo dannunziano con una storia ambientata in era fascista. D’Amato si trova subito a disagio nel descrivere le torbide atmosfere di un mondo in dissoluzione, senza poter ricorrere a scene hard. Se nella pellicola c’è qualcosa di allusivo, ciò deriva esclusivamente dal copione, peraltro abbastanza discutibile quando abbozza la metafora conclusiva. Il resto è un monotono ripetersi di approcci erotici, quasi sempre a carattere saffico. Le attrici coinvolte nella ronda del sesso sono: Lilli Carati, Annie Bell e Laura Gemser. » (Alfredo Boccioletti, ‘Il Resto del Carlino’, 12 aprile 1985)

[Fr.] « 1936. Elio De Silvestris (A. Cliver), aristocrate esthète, ramène de la guerre d’Abyssinie une esclave, Zerbal (L. Gemser). Cette arrivée déplaît fortement à Alessandra (L. Carati), la femme d’Elio, et Virna (A. Belle), domestique et amante de celle-ci. Pourtant, petit à petit, toute la famille tombe sous la coupe de Zerbal…. Toujours à l’affût des recettes à la mode, D’Amato ne pouvait manquer de profiter de la vague rétro-bourgeoise initiée par La Clé : L’alcôve est le premier volet d’une quadrilogie se déroulant dans les années 30 et 40 ; suivront La femme pervertie, La fille aux bas nylon et Lussuria. En regard de sa production ultérieure, ces films paraissent inhabituellement luxueux et soignés ; et L’alcova est sans doute, avec Emanuelle en Amérique, le meilleur film du dimanche soir de D’Amato. Le scénario est relativement consistant et la distribution féminine vaut le détour. Lilli Carati, présente dans les quatre films, fut une starlette sexy populaire des années 70 ; peu après Lussuria, elle tomba dans l’enfer du porno et de la drogue (mais maintenant ça va mieux). Annie Belle retrouve D’Amato après Horrible (1982), pseudo suite d’Anthropophagous où son personnage finissait la tête carbonisée dans un four. Quant à Laura Gemser, elle tient ici son dernier grand rôle. En 1994, D’Amato coréalisera avec Luca Damiano un remake hard du film, L’alcova dei piacere probiti avec Julia Chanel et Simona Valli. » (Jacques Lémurien – Tausend Augen)

Liens externes : IMDB …

 

Affiches :

Lobby cards :

Fotobuste (Italie)

(Allemagne)

Titre « La Retape » (France)

Alcova(Fr-B.01)

Titre « Alcove » (France)

Coupures de presse :

VHS :

DVD (Japon) :

Photos :

Magazines :

Playmen n°12, décembre 1984 (Italie)

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